Giò Sub - Scuola di Immersione - Velletri(RM)

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F.I.P.S.A.S.

| Recupero Curtiss P-40L |
Curtiss P-40L
Curtiss P-40L
"SKIPPER" L'aereo venuto dal mare
Il veivolo ammarò, per un guasto al motore, nelle acque di Capo Portiere di Latina, il 31 Gennaio 1944, nove giorni dopo lo sbarco Anglo-Americano di Anzio. Battezzato "SKIPPER" dal pilota U.S.A.A.F. Lt. E.E. Parson dell'86th Squadron 79th Fighter Group di base a Capodichino (NA), il Curtiss P-40L quel giorno era pilotato dal Lt. Michael Mauritz.
Da quel giorno il mare lo ha custodito per 54 lunghi anni.
E 54 anni dopo, Lt. Michael Mauritz è stato individuto ed ha potuto riabbracciare il suo aereo.

L'operazione Curtiss": Come è nata
Il ritrovamento del velivolo va attribuito ai componenti dell'associazione ARCHEOSUB di Latina, in particolare al suo presidente Angelo Silvestri coadiuvato dal Col. Euro Rossi. Sono loro che, seguendo alcune segnalazioni, hanno effettuato i primi rilevamenti e ne hanno ricostruito la storia. In seguito essi contattano la ditta Tecnosub di Nicola e Umberto Bisceglie, l'Associazione A.R.C.O. Archivio & Conservazione, il G.A.V.S. (Gruppo Amici Velivoli Storici) ed infine, il centro esposizioni storiche "Piana delle Orme" dell'azienda agrituristica De Pasquale.
Si valutano le difficoltà del recupero e si studiano le soluzioni migliori per il successo dell'operazione.
Si giunge così ai primi del Gennaio 1998.
Le previsioni meteorologiche annunciano l'approssimarsi di un'alta pressione. Per quel momento tutto dovrà essere pronto.
Il recupero del Curtiss P-40L è stato compiuto domenica 11 e lunedì 12 gennaio 1998, dopo che i sub, con l'ausilio delle sorbone, lo hanno liberato dalla sabbia che lo ricopriva.

Le fasi del recupero

Domenica 11 gennaio 1998 - Prima fase
Sin dalle prime ore del mattino, la chiatta pontone della ditta Tecnosub, i gommoni e le imbarcazioni dell'Archeosub si trovano nella zona del recupero. A garantire lo svolgimento delle operazioni, sono presenti la Seziomare Rio Martino, il Nucleo Carabinieri Subacquei di Roma, la Capitaneria di Porto di Anzio e la Polizia di Stato. Dopo ore di immersione e di fatica, a pomeriggio inoltrato, gli uomini dell'Archeosub riescono a far emergere il P-40. Sono stati necessari 14 palloni per dare la spinta di 14 tonnellate necessaria al sollevamento dell'aereo. Sotto l'aereo viene posta l'apposita slitta, costruita dai volontari dell'associazione A.R.C.O. Si tratta di una specie di carrello privo di ruote, del peso di circa Kg 650, che permetterà di trascinare l'aereo dal mare fino a riva. "Skipper" è ora sulla battigia. E' perfettamente conservato. Sul dorso i colori della mimetica desertica, sul ventre il colore azzurro del cielo. Sotto l'abitacolo appare evidente il nome del pilota titolare dell'aereo: "Lt. E.E. Parson". Sulla fusoliera il codice X4-9.

Lunedì 12 gennaio 1998 - Seconda fase
L'aereo è da questo momento sotto le cure del G.A.V.S., dell'associazione A.R.C.O. e del Centro esposizioni storiche "Piana delle Orme". Per problemi di trasporto le ali dovranno essere smontate. Si tagliano pertanto le teste dei bulloni che tengono unite le ali alla fusoliera, ma l'ossidazione mantiene le parti tenacemente attaccate. L'aereo è posato per terra, si pensa perciò di sollevarlo leggarmente per permettere agli addetti di operare anche sotto le ali. Il sollevamento provoca una lesione nella parte sottostante la fusoliera: non è stato considerato che l'intero volume del velivolo è occupato dalla sabbia e ciò ha reso il suo peso molto superior a quello previsto. Il tempo è nemico: bisogna assolutamente liberare la spiaggia, l'aereo è sul territorio del Parco Nazionale del Circeo e la ressa dei curiosi potrebbe essere dannosa alla duna. E' ormai sera quando, essendo ogni altro tentativo inutile, si decide di tagliare le ali. Scortato dai Carabinieri della Stazione di Borgo Grappa, a sera inoltrata "Skipper" arriva a "Piana delle Orme".


Cosa accadrà
Il Curtiss P-40L è visibile, immerso in acqua dolce, nel padiglione a lui dedicato. Questo bagno desalinizzante si è reso necessario per evitare il processo di ossidazione e corrosione iniziato nel momento stesso in cui è stato tolto dal mare. Questa è l'operazione iniziale di un restauro che durerà da due a tre anni e che sarà realizzato grazie all'impegno del centro esposizioni "Piana delle Orme". Il centro si avvarrà dei suggerimenti di esperti in restauri aeronautici, dei membri del G.A.V.S. e dell'aiuto dell'associazione A.R.C.O. Fra qualche anno "Skipper" tornerà ad essere quello di prima, per raccontare e testimoniare la sua avventura.

Hanno partecipato al recupero
- Angelo Silvestri
- Paolo Zanin
- Stefano Balducci
- Valerio Petrucci
- Antonio Di Rosa

Rassegna Stampa
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