Miglior inizio di stagione non ci poteva essere.
E già, la prima immersione sociale della stagione, è andata ben oltre le più rosee aspettative.
A dire il vero, la prima doveva essere a metà Aprile, da Giò, a Torre Astura, ma le pessime condizioni meteo-marine, ce lo impedirono, mentre oggi invece, tutto è
andato a meraviglia.
Sole pieno, caldo vero, e grande partecipazione di sub e relativi accompagnatori. In totale 51 persone.
Appuntamento alle 7:15, e un quarto d'ora dopo, partenza.
Lungo il tragitto, ci hanno raggiunto degli amici che provenivano da Roma, ed alle 10:15, puntuali come orologi svizzeri, eravamo al lago.
Visto, il numero cospicuo di sub, (una ventina), ci siamo suddivisi in due gruppi, altrimenti sott'acqua tutti insieme si sarebbe generato il finimondo, quindi, dopo i
preparativi di rito, ed il tradizionale ed immancabile breafing con le guide sub, pinne ai piedi, jacket svuotati, e testa sotto.
Il caldo esterno è presto dimenticato (temperatura acqua 13/14 gradi), ma la vista del primo dei due mulini in pietra sommersi, capta subito la nostra attenzione. Muri a secco (si fa per dire, visto che siamo a -8mt sott'acqua)
perfettamente conservati, le ruote con le pale che consentivano il movimento rotatorio delle macine in pietra, adagiate sul fondo, ormai immobili, i giochi di luce provocati dai
riflessi dell'inclinazione dei raggi del sole che filtravano dalla superficie, il passaggio dei sub tra quelle rovine, creano strane suggestioni.
Giusto il tempo di una breve riflessione, ed il gruppo, dietro alla guida, si sposta sul secondo mulino, quello più grande. Qui, le opere murarie, presentano anche delle strutture a
volta, sotto le quali, oltre che proibito, è pure pericoloso passarci. Le bolle d'aria emesse da noi sub nella fase espiratoria, salendo verso superficie, potrebbero provocare degli
spostamenti delle pietre della volta, con il conseguente pericolo di crollo della stessa. C'e anche un bel tronco d'albero, ancora ben piantato a terra, con i rami spogli protesi verso la
superficie, forse un vecchissimo olivo, probabilmente ultracentenario, che sembra fare la sentinella a quelle antiche vestigia.
Proseguiamo, e poco distante ci imbattiamo i una distesa di piante acquatiche, tipo felci, fitte fitte, compatte, uniformi, che sembrano creare un prato ben curato.
A questo punto il giro è finito, ancora poche pinneggiate e si riemerge. Il sole subito ci riscalda, e la svestizione risulta essere meno problematica.
Non ce ne siamo accorti, ma sono già le 13:30, e gli intestini ce lo ricordano; brontolano dalla fame. In pochi minuti siamo pronti, e a breve distanza, 3/4Km, ci aspetta il ristorante.
La seconda immersione è sicuramente più consueta della prima, e soprattutto è per tutti, sub e non.
Risotto, spaghettini con gamberi di fiume, arrosto misto di carne (buonissimo), insalata, e macedonia finale, non lasciano scampo: è necessaria una
tappa di decompressione a base di caffè e amaro, prima di poter ripartire.
Sono le 17:30 quando ci si rimette in macchina, non prima di un'ultima foto di gruppo, e dei saluti di commiato. Alle 19:45 siamo di nuovo a Velletri, forse un pò stanchi, ma sicuramente appagati e soddisfatti
da una bella giornata passata all'aria aperta, e in buona compagnia.
CIAO, E ALLA PROSSIMA ...
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Valerio Petrucci
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